160 anni di Beatrix Potter: mai notato quanto fossero macabre alcune sue storie?
Quest'anno ricorrono i 160 anni dalla nascita di Beatrix Potter. Tanti auguri!
La prima volta che ho letto le sue storie? Qualche giorno fa. Anzi, una credo di averla incontrata nella mia prima infanzia perché le illustrazioni mi hanno fatto un effetto flashback notevole. Però ecco, non avevo mai approfondito davvero questa autrice e il suo mondo.
Una donna indipendente, imprenditrice, illustratrice, scrittrice e pioniera della tutela del paesaggio inglese. Beatrix Potter era avanti anni luce per l’epoca (1866-1943).
Disegnava piante e animali dal vero con un'accuratezza quasi scientifica. Poi aggiungeva cappotti, scarpe, sciarpe, insomma: tutti quegli elementi che hanno reso il Mondo di Beatrix Potter riconoscibile.
Una sensibilità originale, soprattutto per l’epoca. Ma, a farmi sorridere e “inquietare” allo stesso tempo, sono alcuni dettagli che definirei un po’ disturbanti per un libro per bambini. Visto con gli occhi di oggi, si intende.
Dal libro “Il Mondo di Beatrix Potter” preso in biblioteca.
Tuo padre è un pasticcio
Conosciamo tutti il personaggio principale delle sue storie più famose, Peter Coniglio. Ebbene, leggiamo subito l’ammonimento di mamma coniglio:
attenti al fattore “laggiù il vostro papà si è messo in un bel pasticcio: la Signora McGregor ne ha fatto un pasticcio di coniglio”.
Accidenti. Un dettaglio bello macabro. Si sono pappati Papà Coniglio.
Ma siamo solo all’inizio.
Sacrifici in cambio di cibo
In una storia, alcuni scoiattoli portano al padrone di un isolotto, un gufo di nome Vecchio Brown, dei sacrifici per ingraziarselo e prendersi le noccioline della sua isola. I doni? Tre topi grassi (e li vediamo disegnati pancia all’aria), e una bella talpa paffuta, trasportata dagli scoiattoli. Spero che almeno fosse già morta.
Ma tra gli scoiattoli ce n’è uno di antipatico. Il Vecchio Brown quindi, alla fine della storia, lo porta in casa con l’intenzione di scuoiarlo. Ma lo scoiattolo si divincola così tanto che la coda si spezza in due.
Che ansia.
Guardate il Signor Brown quant’è contento…
Gatto in pasta
Altra storia, due brutti topi rapiscono un gattino, lo imburrano, lo condiscono e lo arrotolano nella pasta sfoglia. Allego immagine esaustiva.
Per fortuna, si salva.
Da piccola non ci avrei dormito la notte.
Bullismo tra scoiattoli
In una favola, uno scoiattolo viene accusato ingiustamente di furto. Il branco allora lo prende per infilarlo in un buco d’albero e lo “strizza terribilmente e fu un miracolo se non gli spezzarono le costole”.
Un’associazione a delinquere. Un sequestro di scoiattolo. E pure innocente. Finisce tutto bene, per fortuna.
6 contro 1.
Uno scherzo finito male (o quasi)
Un tasso e una volpe: due brutti ceffi. Tommy Tasso è un sozzone che si infila nelle tane del Signor Tod, volpe poco raccomandabile, e usa le sue cose senza chiedere il permesso.
Un giorno, mentre Tommy Tasso dorme sul letto del Signor Tod, questi decide di fargli uno scherzo. Lega un secchio pieno d’acqua sopra la testa del tasso e, dopo essersi messo a distanza di sicurezza in giardino, la volpe tagliò la corda per far cadere il secchio. Ma non si sente nessun grido di spavento.
“Già, forse le cose erano andate meglio del previsto; il secchio doveva aver colpito a morte Tommy Tasso. Il Signor Tod si sentì improvvisamente euforico.”
Beatrix, tutto bene?
La storia più terrificante: il negozio costretto a chiudere per i debiti
Ginger, un gatto, e Cetriolino, un cane, gestiscono insieme un negozio del villaggio. Il problema è che sono troppo buoni con i clienti. Tutti acquistano a credito, promettendo di pagare in seguito, ma nessuno salda i propri debiti.
Gli scaffali si svuotano, la cassa resta vuota. Ginger e Cetriolino non hanno più denaro per rifornire il negozio né per pagare l'affitto. Il negozio fallisce. La serranda si abbassa e i due soci spariscono dal villaggio. Fine.
Un racconto che mi ha lasciato l’amaro in bocca per il suo realismo. Anche se i clienti erano ricci, topolini e conigli.
Avevate notato questo lato "oscuro"?
Naturalmente, il mio è uno sguardo da adulta, con la sensibilità di chi è cresciuto con altri libri per l'infanzia. Probabilmente un bambino segue l'avventura senza soffermarsi troppo su questi dettagli.
In effetti, gli animali di Beatrix Potter sono così: indossano giacche e grembiuli, ma restano animali. Vivono in una natura bellissima, sì, ma anche imprevedibile, dove esistono il pericolo, la fame, le ingiustizie e perfino i debiti.
E poi ci sono le illustrazioni. Delicate, ricchissime di dettagli, capaci di farti dimenticare che, poche righe prima, qualcuno stava per diventare un pasticcio. Letteralmente.