Cosa può insegnarci un gatto smarrito sull’architettura delle informazioni
Giorni fa compare sul mio feed Facebook (sì, ho ancora Fb) un annuncio di gatto smarrito. Il mal capitato si chiama Biscotto. Povero Biscotto. Lo guardi in foto e ti affezioni subito, caro gatto cicciotto. In molti vogliono aiutare, lo si capisce dai commenti. Ma c’è un evidente problema di comunicazione.
Nel post non c’è un’informazione che sia davvero utile.
La zona dello smarrimento è “San Zeno farmacia”. Di quale città? Chissà.
“Contattatemi in privato”. In che modo? Attraverso Messenger? Poco pratico. Irrealistico. Serve un numero diretto.
Per fortuna, interviene l’amministratore supremo della pagina che, attraverso un post generale, si lamenta del fatto che la maggior parte dei post di gatti smarriti siano inutili. I motivi li avete letti qui sopra. Prosegue con consigli per rendere efficace un post per chi vuole ritrovare il proprio micione.
La morale della favola? In ogni piccolo, singolo testo ci vuole la massima attenzione e un accurato pensiero sull’architettura delle informazioni.
Come pensare alla gerarchia delle informazioni
Quello che è successo a Biscotto succede ogni giorno anche nei volantini, nelle landing page, nei post sponsorizzati. Informazioni magari anche giuste, ma nel posto sbagliato.
Per essere efficace, il testo deve essere non solo chiaro, ma anche essere disposto nella pagina in modo corretto. In qualunque contesto, il testo deve rispondere a domande fondamentali tipo:
Cosa capisco subito?
Quale azione mi viene richiesta?
Come faccio a compiere questa azione?
Non sono domande banali. Una corretta architettura delle informazioni è cruciale.
Questo perché il lettore non legge immediatamente. Prima, scannerizza il testo che ha davanti. Ci sono grassetti che attirano la mia attenzione? Quale info leggo per prima? Qual è il succo?
Questo succede sempre, anche al lettore già interessato. Fa parte della nostra natura moderna dare un’occhiata rapida generale e poi leggere con più attenzione (sempre se ci interessa). Figuriamoci se stiamo parlando di un qualcosa di nuovo, poco conosciuto, magari non così interessante agli occhi di chi legge.
Se un post per ritrovare un gatto ha bisogno di una buona architettura delle informazioni, figuriamoci se in ballo ci sono vendite, clienti, obiettivi di conversione.
Caro Biscotto, ti auguro il meglio
Dopo l’avviso e i consigli dell’amministratore, il post per Biscotto è stato riscritto con tutte le info del caso. Sulla gerarchia visiva c’è molto da migliorare, ma pazienza. Il nome del gatto è anche scritto con lettera iniziale minuscola. Brividi da copy.
So che vi siete affezionati anche voi a Biscotto, quindi se dovessi leggere notizie in merito, aggiornerò l’articolo.
Nel frattempo, una carezza ai vostri miciotti. Ciao.
In copertina: un famoso “gatto scomparso” ritrovato vicino al suo poster di gatto smarrito.